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Museo Archeologico di Fara in Sabina

La Tomba XXXVI e il Trono

La Tomba 36 rappresenta il  più importante ritrovamento archeologico avvenuto in Sabina nell’ultimo decennio. La straordinaria struttura è lunga complessivamente m 37 metri che si articola  lungo un corridoio di 28 metri e tre camere.

Tomba XXXVI

Lo scavo, condotto nei mesi di settembre – ottobre 2005, ha messo in luce una tomba a camera monumentale preceduta da un dromos lungo m. 27

Nella camera principale il defunto, incinerato, era deposto in una cassa lignea sistemata in un loculo sulla parete di fondo. Nelle due celle laterali si trovava il corredo: quattro calderoni di bronzo di pregevole fattura e di grande diametro. I calderoni, come il trono di terracotta ritrovato nella tomba e realizzato su imitazione dei troni etruschi in bronzo, erano considerati oggetti di prestigio che testimoniavano l’alto rango sociale del proprietario.

Il Trono

Il trono di terracotta ritrovato nella tomba

L’eccezionalità della scoperta riguarda, oltre che la spettacolarità e la ricchezza della sepoltura, anche l’epoca a cui risale: la seconda metà del VI secolo, quando era venuta meno la consuetudine di porre corredi nelle tombe. La presenza di simboli regali dimostra il ruolo di Eretum nel panorama politico del tempo: la città sabina, infatti, non era stata ancora conquistata dai Romani a differenza di Custumerium o Fidene e rimase indipendente fino al IV secolo.

   La citta' di Eretum

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