Stabilitisi in questo territorio i Sabini fondarono città senza mura i cui nomi sono stati tramandati dalle fonti antiche: Cures, capitale storica della Sabina Tiberina, Eretum, ed altri insediamenti, situati sui colli dove attualmente sono Magliano Sabina e Poggio Sommavilla, dei quali la tradizione non ci ha tramandato il nome.
Verso la seconda metà del VII secolo a.C., alla fase di organizzazione degli insediamenti corrisponde la pianificazione degli spazi destinati alle sepolture. Le necropoli si estendono sulle alture che circondano l’abitato e in alcuni casi sfruttano anche i costoni di tufo che lo delimitano; nella letteratura archeologica sono note con i toponimi di Colle del Forno(Montelibretti) , Campo del Pozzo (Nazzano), Colli della Città (Poggio Mirteto), Poggio Sommavilla (Collevecchio), Madonna del Rovo (Foglia), Colli del Giglio, San Biagio, Madonna Grande (Magliano Sabina).

Cartina con indicazione delle principali necropoli della Sabina Tiberina
Le grandi necropoli di Poggio Sommavilla hanno restituito una notevole quantità di forme vascolari (calici a corolla, anforette sabine, grandi vasi, olle stamnoidi etc) con decorazione incisa a carattere geometrico che delinea un quadro della cultura materiale di questi due centri. La frequente presenza di figure di cavalli nella decorazione è indicativa di una società a carattere aristocratico e verticistico
Per quanto riguarda le testimonianze archeologiche di Magliano, si hanno solo lacerti di documentazione archeologica ritrovati in cantine poiché non è stato possibile realizzare scavi consistenti nel centro tutt’ora abitato



