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Museo Archeologico di Fara in Sabina

La storia dell’abitato Eretum

Eretum (oggi in località Casacotta, nel comune di Montelibretti), situata nella valle del Tevere al confine con la regione dei Latini, era una delle due città più importanti della Sabina Tiberina.
Nel corso del VII secolo iniziò l’organizzazione dell’insediamento in senso urbano che si andò estendendo su un colle separato dalle alture circostanti destinate a necropoli, secondo uno schema ben noto in Etruria e nel Lazio. In epoca arcaica l’abitato occupava tutta la collina, con una superficie di 18-21 ettari, ed era privo di sistema difensivo murario.
Gli scavi della necropoli di Colle del Forno – eseguiti sotto la direzione scientifica del Centro di studio per l’archeologia etrusco-italica del CNR  – hanno permesso di ricostruire l’organizzazione dell’insediamento dall’VIII fino al II secolo a.C.

L’abitato di Eretum nel VI secolo a.C.: in rosso le zone con maggiore concentrazione di materiale fittile; in verde la possibile estensione dell’abitato; in celeste la posizione indicativa di tombe.
I corredi delle tombe della prima metà del VI documentano una fiorente attività artigianale a opera di officine locali anche se non mancano oggetti di importazione che testimoniano i rapporti con le popolazioni della riva opposta del Tevere.
La continua menzione di Eretum nei conflitti tra Romani e Sabini sottolinea la tenace resistenza della città di fronte all’espansionismo romano.
Dal III secolo a.C la necropoli di Colle del Forno cadde in disuso e l’altura fu sfruttata come terreno agricolo.  Un rituale di desacralizzazione dell’area, probabilmente dovuto al crollo delle tombe, è testimoniato dal ritrovamento di una fossa votiva databile alla metà del II secolo a.C. che accoglieva, oltre ad anfore vinarie, brocche e ollette di diverse misure in ceramica a vernice nera, i resti ossei di un grandioso sacrificio (12 pecore, 2 cani, 1 maiale, parte di un equino e di un bue).
Con la romanizzazione Eretum perse gradualmente la sua importanza fino a diventare, nell’età imperiale, un villaggio in cui passava la stazione di posta della via Salaria e la zona venne utilizzata dai generali, dai consoli e dai senatori romani per la costruzione delle loro ville. Successivamente l’insediamento fu abbandonato, probabilmente con l’inizio delle scorrerie barbariche, perché poco difendibile.

   La citta' di Eretum

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