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Museo Archeologico di Fara in Sabina

La necropoli di Colle del Forno

Era il luogo di sepoltura pertinente all’abitato di Eretum. Il ritrovamento di 23 tombe  a camera scavate nel tufo databili tra VII e il VI-III sec a.C. ha consentito di ricostruire l’assetto sociale dell’insediamento, grazie al ricco repertorio di oggetti di notevole livello artistico ritrovato nei corredi.
Un primo elemento di interesse risiede nella differenza -qualitativa e quantitativa- dei corredi tombali che definiscono il ruolo e l’importanza del sepolto all’interno della struttura sociale.

Veduta aerea dell’area della necropoli, prima degli scavi.

La tipologia delle tombe Le tombe sono a camera ipogea a pianta quadrangolare, con loculi di deposizione sulle pareti laterali e sulla parete di fondo, disposti anche su due ordini e chiusi da grosse tegole di impasto poste a incastro o da banchine. La porta, ad arco ribassato, è chiusa da blocchi di tufo o da lastre lenticolari in calcare gessoso e preceduta da un lungo dromos. La stessa tipologia tombale è presente in altre necropoli della Sabina tiberina a partire dall’ultimo quarto del VII secolo a.C. e si confronta con quella adottata contemporaneamente nel territorio falisco-capenate sull’opposta riva del Tevere.
I corredi I materiali di corredo presenti nelle tombe più antiche (VII-prima metà VI secolo a.C.) comprendono vasi di impasto bruno ornati a incisione con gli elementi decorativi tipici del repertorio orientalizzante, ceramica dipinta a decorazione lineare, buccheri, impasti rossi, ai quali nel corso del VI secolo a.C. si affianca la ceramica etrusco-corinzia di produzione vulcente, e aryballoi in pasta vitrea di produzione orientale. Nelle deposizioni sono inoltre presenti, soprattutto nel settore della produzione metallurgica, elementi dell’abbigliamento e dell’armamento, realizzati in bronzo e in ferro ai quali si aggiungono le ambre lavorate, materiali caratteristici delle culture medio-adriatiche. Con la seconda metà del VI e l’inizio del V secolo a.C. nella necropoli è documentato sia il riutilizzo di alcune tombe di età precedente, sia la costruzione di nuove con corredi caratterizzati da ceramiche etrusche a figure nere, ceramica d’uso di impasto e bronzi di produzione etrusca. La fase finale della necropoli si data all’incipiente III secolo a.C., quando, oltre al riuso di tombe più antiche, è testimoniata ancora la realizzazione di nuove camere.

   La citta' di Eretum

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